Bergamo, 18 aprile 2026
C’è caldo a Bergamo. L’ultima volta era tenebra. Freddo che ti gelava il culo.
Il sole oggi pesa sulle spalle, l’aria è ferma, il sudore arriva prima ancora del fischio d’inizio.
Eppure, voi, Rospi Mannari siete qui.
Siete qui a stringervi in cerchio, a guardarvi negli occhi, a sapere che oggi non sarà facile. Il campo è duro, gli avversari tosti, il ritmo alto, il respiro corto.
Ma è proprio in giornate come questa che il rugby, anche se Old, mostra chi è davvero. Questo torneo sta parlando chiaro. Parla di placcaggi portati fino in fondo anche quando le gambe bruciano. Di sostegno continuo, di comunicazione, di scelte lucide sotto pressione.
Parla di rispetto: dell’avversario, dell’arbitro, del gioco.
Non è solo una questione di risultato. È come lo state costruendo.
Ogni partita è fatta di dettagli: una linea di corsa fatta al momento giusto, una ruck formata, un compagno rialzato da terra senza bisogno di parole. E c’è anche una meta dedicata a chi non c’è più, che magari non ci avrebbe capito nulla, ma avrebbe applaudito lo stesso.
Rospacci vi sto seguendo in presa diretta e devo dirlo: state giocando un rugby che piace anche a chi vi sta davanti. Un gioco che non cerca scorciatoie, che accetta la fatica, che non arretra quando fa caldo e fa male. Un rugby che si riconosce anche nel dopo: nello sguardo scambiato a fine match, nel terzo tempo, nel rispetto che resta.
Questo torneo non chiude. Apre. Lascia qualcosa a chi scende in campo oggi e a chi guarda da fuori. Costruisce consapevolezza, voglia di migliorarsi, desiderio di tornare ad allenarsi un po’ più seriamente, un po’ più uniti.
Il rugby non finisce al fischio finale. Continua nella stanchezza condivisa, nei lividi che diventano storie, nella soddisfazione silenziosa di sapere di aver dato il proprio contributo.
Grazie per come state onorando questo torneo. Grazie per come state giocando, anche sotto il sole a picco. Grazie perché, così facendo, state dimostrando che il futuro dei Bargniff è già in campo, adesso.
Il meglio non è scontato. Ma vale la pena provarci.
E ora, senza poesia.
Nota di merito al nuovo acquisto Christian Scalia, scelta azzeccata. il Barbiere di Sicilia taglia, cuce e rifinisce: lavoro sporco fatto bene.
MVP AleA (Alessandro Amati), oggi numero 9 solido e preciso, non come un tram di Milano, ma quasi.
Alla Preparazione Fisica, quella che ti porta in meta… o almeno abbastanza vicino da provarci ancora.
E soprattutto al GRUPPO: tutti, dal primo all’ultimo. Nessuno che si tira indietro, tutti a rispettare le consegne. Perché alla fine funziona così: si vince insieme, si perde insieme, con gli scarpini sporchi dello stesso fango. Nessuno escluso.
E infine una garanzia, come noto, l’ospitalità e il terzo tempo del XV del Colleoni – Old Rugby Bergamo 1950: torneo ben giocato e finito come deve finire.
Alessandro Maderna
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Tabellino
Bargniff – Old Lovers: 1 – 0 (Belushi)
Bargniff – Old Blacks: 0 – 0
Bargniff – Florentia: 2 – 0 (Aggiancarla – Ricamino)
Bargniff – I Passatelli: 0 – 0
BARGNIFF
All.: Alessandro Maderna e Lidia Acquaotta
Marcatori
Francesco Caserini (Belushi)
Alessandro Maderna (Aggiancarla)
Daniele Bosio (Ricamino)
Giocatori
Amati Alessandro
Barzè Luca
Beretta Massimo
Bosio Daniele
Branduardi Daniele Gianluca
Caserini Francesco
Ciripicchi Luca
Corsico Alessandro
Domenichella Dimitri
Domi Alberto
Ferrigno Matteo
Maderna Alessandro
Merli Simone
Murgia Severino
Pasquarelli Marco
Rota Umberto
Tagliaferri Federico
Ventura Ivan
Zamboni Claudio
Christian Scalia
M.V.P. Alessandro AleA Amati
Foto
https://drive.google.com/drive/folders/13sUdNzoQppt-2_WyB4JOLRvFg5SJ1TZL
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