Ho goduto, contino a godere e godrò ancora
E siamo andati anche a Barcellona!
Quello che – almeno per me – sembrava un sogno si è realizzato. Abbiamo partecipato a uno dei tornei più importanti d’Europa al quale, quest’anno, erano iscritte ben trentatré squadre – maschili e femminili – provenienti da Francia, Inghilterra, Italia e Ungheria!
Quindi innanzitutto un immenso grazie a chi si è tanto, ma tanto, impegnato per l’organizzazione; da Sua Beatitudine il Presidentissimo, Alex Corsico passando per Umberto – Umbo – Rota e Sua Efficienza il Team Manager Daniele – Ricamino – Bosio. Grazie.
Il torneo è stata l’occasione per confrontarsi con squadre di alto livello, dalle quali abbiamo imparato sicuramente qualcosa, senza, peraltro fare neppure figure così brutte. Il divario in campo, specie con le francesi, è stato determinato dall’esperienza e non certo dall’attitudine. Non poco per una squadra di provincia, nella quale militano solo tre ex giocatori e gli altri sono uomini e donne diversamente giovani con una grande, immensa, passione per la palla ovale. Bene così.
Esordiano con gli ungheresi Szekerce Blue Brothers. La partita è corretta, pulita, con due squadre ingenue per differenti motivi: loro perché commettono molti in avanti e tatticamente sono prevedibili, noi perché potevamo agevolmente portare a casa la vittoria, ma non ci abbiamo creduto fino in fondo. Esprimiamo sicuramente un rugby più piacevole, con le sorprendenti linee di corsa di Lorenzo – Loronzo – Sada innescato dalle mani fatate di Umberto Rota. Gli ungheresi, appunto, sono sorpresi e, più di una volta, superiamo la linea del vantaggio con la loro difesa che deve sudare le sette camicie per fermare Loronzo lanciato a meta. Ci riescono. Peccato.
E poi, tra i miei indelebili e imperituri ricordi, affiora lui: Luca – Tesla – Barzè. Gli ungheresi calciano dalla ventidue. Tesla è in posizione di estremo. È solo. Vedo i suoi capelli ricci e lanosi – che più tardi saranno infeltriti (chi sa, sa) – che ondeggiano, la sua corsa da ragazzino verso il pallone. Nella puszta ci sono i lupi? Non so, ma un branco di lupi mi sembrano i marcantoni ungheresi che corrono a placcarlo. Tesla recupera il pallone. È solo. Si gira (è solo!), vede i lupi che si avvicinano e… gli va incontro, li affronta, si rannicchia e aspetta il colpo. Lo riceve. Sparisce. Lo hanno sepolto? No! Conserva il pallone, lotta, arriva il sostegno. Tesla ce l’ha fatta. Tesla ha battuto i lupi. Ti voglio bene, Tesla.
Finisce così a mete inviolate, con gli armadi magiari che ci fanno, ricambiati, corridoio.
Ci toccano poi i francesi Los Valents de Montpelhièr. Signori, il rugby nella sua semplicità: tecnica, ordine, disciplina, raddoppio del placcaggio, attitudine e velocità. La loro più giovane età aiuta e non poco, ma hanno mani buone e gambe agili. Ne prendiamo quattro, ma teniamo alto l’onore nel finale di partita nel quale cerchiamo la meta della bandiera. Tante, ma tante, percussioni a due passi dalla linea di meta, con i nostri che coraggiosamente e ripetutamente si lanciavano a cercare il varco e i francesi attestati come su una trincea del fronte occidentale. Bellissima partita.
Giochiamo infine con RCB Lyon. Entriamo decisi e motivati, ma presto ci prendono le misure.La stanchezza dell’intera giornata di emozioni e sport si fa sentire. Vincono loro con tre mete.
Fin qui il rugby. Ma metti una trentina di rugbisti quasi cinquantenni (chi più chi meno vicino a quella soglia) a fare un fine settimana in gita e già sai che tornerai a casa con un valigia in più piena di ricordi e di risate. Raccontare tutto non si può. Mi limiterò a pochi sprazzi, con la solita chiosa: chi sa, sa
Qualcuno si è sposato. La sposa aveva in mano un bouquet di un metro e ottantacinque che ha lanciato a damigelle poco attente. Il celebrante aveva un’aria paterna. Qualcuno si è pure opposto al matrimonio, ma alla fine gli sposi sono convolati a giuste nozze.
Con noi sull’aereo anche un capoclan Rom, guardato con sospetto da un cinese.
Qualcuno ha invocato l’intervento delle divinità per la prima volta!
Consigli per chi viaggia in Spagna. Ricordatevi di lasciare a casa i coltelli da pesca; i controllori della sicurezza agli aeroporti non sono così permissivi. Se piove potete usare il k-way di Matteo – Fex- Ferrigno, ma ricordate che i capelli di Tesla si infeltriscono comunque. Se frequentate le piscine dei tennis club vi potreste trovare uomini abbracciati completamente nudi. La birra è più economica della sangria.
Massimo – Baffo – Falsanisi
Tabellino
Bargniff – Szekerce Blue Brothers 0-0
Bargniff – Montpellier 0-4
Bargniff – RCB Lyon 0-3
BARGNIFF
All.: Daniele Pallaro
Assistente: Matteo Ferrigno
M.V.P.
Barzè Luca
Giocatori
Nascardi Riccardo
Dimitri Domenichella
Fedrico Tagliaferri
Massimo Beretta
Ilaria Carecci
Daniele Branduardi
Severino Murgia
Daniele Fulgenzi
Francesco Piergrossi
Francesco Caserini
Daniele Pallaro
Alessandro Maderna
Umberto Rota
Alessandro Amati
Marco Pasquarelli
Daniele Bosio
Marcello Macchi
Simone Merli
Massimo Falsanisi
Barzè Luca
Silvia Farina
Lorenzo Sada
Alessandro Corsico
Ivan Ventura
Andrea Rossin
Misevich Fernando Ezequiel
Matteo Ferrigno
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